COSTANZA FERRINI (1964)

COSTANZA FERRINI (1964)

Si occupa dal 1993 di letteratura contemporanea del Mediterraneo e dal 2001 in particolare di letteratura dell’olivo e della cultura linguistica ed etimologica dell’olivo nel Mediterraneo dai testi sacri alla letteratura contemporanea ha tenuto sull’argomento diverse conferenze in Italia e all’estero. Sta scrivendo il libro Gli olivi e l’assenza. Dal 1993 a oggi ha svolto prevalentemente attività di ricerca in proprio che l’ha portata nel 1999 alla pubblicazione del volume Venature mediterranee. Dialogo con scrittori di oggi. E alla conseguente compilazione dell’antologia in due volumi “Lingue di mare, lingue di terra”. Ha tenuto conferenze in Francia nelle Università di Parigi, Marsiglia, Corte, Lille, Dunkerque, Aix-en Provence, in Inghilterra a Exeter, in Tunisia a Tunisi, in Egitto a Il Cairo, in Libano a  Beirut, in Italia a Trieste e a Cagliari. Ha collaborato a un progetto del CNR con un suo saggio bibliografico sul Mediterraneo con l’Università di Roma e l’Accademia delle scienze di Bratislava. Attualmente con l’University of Connecticut (USA). Ha svolto dal 1992 al 2002 attività editoriale nel campo della letteratura del Mediterraneo come editor, traduttrice e direttrice di collana, portando alla traduzione e pubblicazione in Italia di autori di diversi paesi del Mediterraneo, che hanno poi ricevuto premi e riconoscimenti nel nostro o nel loro paese. Svolge anche attività di intercultura nelle scuole di periferia a Roma.

Attività attuali

Fa parte del Comitato scientifico del Festival di Letteratura Mediterranea di Lucera (FG) dal 2005

Dal luglio 2004, presidente de l’Associazione culturale internazionale all’ombra del mediterraneo

Dal gennaio 2004, membro del Collegio dei Traduttori Letterari d’Europa

Dal 2001 gestisce un’azienda agricola biologica a Perugia. In questo ambito anima dal 2002 il progetto Colture e culture. Luoghi dove si coltivano olivi locali e idee mediterranee, che prevede gemellaggio con altre realtà del Mediterraneo per costruire una rete (Grecia, Palestina…). Intorno al movimento di artisti, agronomi e scrittori … è nata l’associazione internazionale all’ombra del mediterraneo. L’Associazione all’ombra del mediterraneo è chiamata a Parigi all’UNESCO nel 2004 per raccontare la singolare esperienza del progetto Colture e culture, in occasione dell’estensione a tutti i paesi aderenti all’UNESCO e  non solo quelli a vocazione olivicola del progetto La route de l’olivier.

AGRICOLTURA SOCIALE

Nell’oliveto, sede dell’associazione, si svolgono attività sociali e artistiche legate ai cicli delle operazioni colturali dell’oliveto. Artisti che fanno residenze durante la raccolta o la potatura, richiedenti asilo che fanno una residenza di relazione con la natura, laboratori con persone con disagio mentale del CAD di Perugia sia durante la raccolta delle olive, che con sedute di assaggio, rivolti sia ad  adulti che a minori una delle quali è stata oggetto di una trasmissione della RAI 3  nazionale.

Sono in corso progetti non solo in sede ma anche in trasferta di artisti che hanno fatto laboratori con persone con disagio psichico a Terni (Primo laboratorio del progetto itinerante dell’olivo bambino).

Partecipazione ai convegni internazionali di Agricoltura sociale:

Consulente scientifico e autore di alcune parti di Olio di Toscana. Guida all’extravergine, Giunti Editore

Attività precedenti

Drammaturg per lo spettacolo teatrale  Sakrificë, di Marco Baliani, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria, insieme al Teatro Nazionale di Tirana, al Teatro Monnot di Beirut, al Friche la Belle de Mai di Marsiglia, all’Istituto Italiano di Cultura de Il Cairo,  per la V edizione dei Porti del Mediterraneo dell’ETI. Frutto dei laboratori teatrali guidati da Marco Baliani, con giovani attori provenienti da tutte le sponde del Mediterraneo, a Beirut e Tirana nell’estate 2000, che hanno portato alla costruzione dello spettacolo. La tournée internazionale ha toccato i teatri di Beirut, Tirana, Roma Teatro Valle, Marsiglia, Il Cairo, Perugia e tutti i teatri dell’Umbria.

Ha al suo attivo molte pubblicazioni in italiano, in francese e in arabo presenti in volume e rivista in Italia, Francia, Tunisia, Egitto, Libano, Lussemburgo, tra le altre ricordiamo:

Bab el Khadra, la Tunisi multiculturale maltese, italiana, araba. Appunti di riflessione su un romanzo in Garibaldi, Capuana, Rizzo. Due italiani a Malta e un italo-maltese a Tunisi, Camera dei Deputati, Roma, 2007

Presente  nell’antologia Fleurs d’olivier, éd. Alain Barthelemy, Avignon, 2004

« La pensée de midi »n° 13/04 Marsiglia, Goûter la Méditerranée (Assaggiare il Mediterraneo)

 « La pensée de midi »n° 10/03 Pour une littérature de l’olivier (Per una letteratura dell’olivo)

Il Mediterraneo:  una rappresentazione di sé in costruzione in Il Mediterraneo una rete interletteraria di D. Durisin e A.Gnisci con il patrocinio del C.N.R., Roma, Bulzoni 2000

con Chirine Haidar L’estetica nella poesia del Mediterraneo, in An-Nahar, in arabo, Beirut, agosto 1999

I capitoli sui seguenti paesi : Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Palestina, Libano, Siria, Turchia, Albania, paesi dell’ex-Iugoslavia per la parte : « Breve viaggio nella letteratura dal  1945 ai nostri giorni », in I paesi del Mediterraneo, ISCOS, Roma 1996

Un’esperienza di sensibilizzazione all’intercultura nella capitale : dibattito italo-francese sul mondo arabo, in Affari sociali internazionali n.1, Roma, 1994

 

                                   Venature Meditterranee (passu tradottu da u libru in talianu)

            Cume in numerose cumunutà ghjunte sinu à i nostri ghjorni cunservendu e so antiche strutture, u sintimu di u tempu in a cultura corsa ùn pò esse assimilatu à una durata da i limiti belli definiti. L’avvenimenti è i fatti trasmessi da a tradizione à bocca dotanu l’identità culturale di una memoria cullettiva cun assai vivacità chì porghje à l’individu un sentimu di perennità. Ghjè senza dubitu ancu issa pregnanza di a memoria cullettiva chì si cunfronta cù e dificultà di l’epica attuale (prublemi socecunomichi è sentimenti di rumpitura) duv’ellu bisogna à vede spuntà prublemi psicosucialicume a nustalgia è a sfiducia di l’avvene.

In cumpensazione, quandu issu sintimu d’appartenanza s’accumpagna cù una cuscenza individuale forte di esse à u mondu, duplicheghja u sintimu di esistenza, a vuluntà, u scopu d’intraprende è l’energia creatrice perchè chì scumette a perennità di u lignaghju.

In Corsica, issa funzione mitica di u tempu và cù un sintimentu forte di u spaziu è un attaccamentu à a terra cuncepitu cume un “corpu tamantu primitivu” cum’ellu u definisce u sociolugu  José Gil, una cosa chì spieca ancu cume certi attentati à l’ambiente ponu avè pruvucatu moti di rivolta.